05 Luglio 2009

I remember you

Sì, mi ricordo di tutti quei baci nel nostro bianco e nero.


 
27 Giugno 2009

Papeete

Perdiamo il senno, la ragione. Perdiamo l'anima, i rintocchi del cuore. Lasciamo spazi irrazionali ai nostri occhi per poter vivere.


 
14 Febbraio 2009

Riflessioni su date non date

"Mi chiedo come mai l'umanità debba ricordarsi dell'amore solo in certi momenti dettati dallo sfrenato consumismo. Come se i rimanenti 364 giorni siano solo subdola quotidianità."

-Nikkoz e Patta (
http://patta53.giovani.it/) durante una cazzosa giornata svaccati su una panchina al sole-


 
17 Gennaio 2009

La tassa da 50 euro agli immigrati?

"Certo, è giusto." Diranno con il sorrisone beota i più fedeli sostenitori leghisti. Perchè tanto gli immigrati inquinano il LORO paese, danneggiano i LORO luoghi, magari gli dà anche fastidio il loro odore. E intanto sui giornali è all'ordine del giorno una bella e buona notizia nelle prime pagine dove si parla dello stupro, della rapina, magari anche dell'omicidio. Questa è l'Italia, nulla di nuovo. Ma quando a commettere questo genere di reato è un extracomunitario, scattano allarmismi, tuonano le voci maronesche, bossiane. E tutti i pecoroni che annuiscono. I giornali di un certo schieramento politico provano un senso di amplesso nel sottolineare gli autori dei reati, magari mettendo in evidenza ogni dettaglio che possa alimentare il sentimento xenofobo che già da anni ormai sta emergendo nel nostro paese.
Peccato che ieri sia successa una cosa che non muoverà minimante l'animo di Lega&Co. Un fatto di cronaca. Giornale tendenzialmente di sinistra, "Corriere della Sera", riserva mezza pagina a questo fatto, pagina 21. E se un giornale come questo, con una sua storia ed un'intensa attività alle spalle, privilegia il fatto che Amanda abbia riso al processo sull'omcidio di Meredith, mi fa sentire male.

Ieri, al liceo "Aristotele" di Roma, quattro ragazzi armati hanno minacciato un amico di Ermir. Visto il compagno di classe in difficoltà, questi è intervenuto in difesa. Morale: due pugnalate alle spalle, a tradimento, una delle quali ha causato la perforazione di un polmone e quindi un'emorragia interna. Ermir è albanese. Ha 17 anni, è in Italia da dieci. Mi è venuto da chiedermi perchè un atto di questo genere venga così poco trattato. Perchè siamo sempre prontissimi ad accusare gli extracomunitari, e raramente sottolineiamo le loro gesta? Ermir è stato a suo modo un eroe. Gli altri studenti si sono dati alla fuga (cosa peraltro comprensibile, poichè gli aggressori armati di una pistola e coltelli). Eppure il 17enne è rimasto lì, o meglio: li ha affrontati.

E quindi mi verrebbe da porre la domanda ai nostri cari esponenti e capi di governo.

"Negli altri paesi i delinquenti vengono arrestati. Giustamente. Negli altri paesi i cittadini vivono liberamente. Giustamente. Negli altri paesi gli eroi sono eroi. Perchè nel nostro gli eroi dovrebbero pagare una tassa? Ah dimenticavo, sono extracomunitari! E quindi inquinano, sì. Sono sporchi, diversi. Fanno anche un po' schifo eh, a voi bianchi? Quella pelle scura. Quei lineamenti poco aggraziati."

Nota di fondo: gli aggressori erano tutti italiani. CVD

-Nikkoz-

 
31 Ottobre 2008

A proposito del 30 Ottobre 2008

"[...] Centomila, come no. Meno male che noi c'eravamo e l'abbiamo visto, lo possiamo raccontare. Fidatevi. Era un'onda sola, enorme, dappertutto."

Concita de Gregorio, "L'Unità" 31 Ottobre 2008



Questi erano del nostro gruppo di Reggio, striscione citato anche dai giornali. Splendida frase di Ungaretti.





Maroni, tu non hai idea di quanto sia un milione di persone, sai contare solo fino a 2.



 

 
22 Ottobre 2008

Riflessioni scolastiche Decreto Gelmini

Silvio Berlusconi ha affermato che l'occupazione delle scuole è un atto antidemocratico, anticostituzionale, che va contro la libertà di uno stato e del governo.
Oggi parlerà con il ministro degli interni (R. Maroni, ndr), per adottare una linea dura verso i rivoltosi, farà intervenire le forze di sicurezza.

NON E' FORSE QUESTA UNA BECERA MOSSA PER REPRIMERE UNA RIVOLTA CHE NEANCHE LORO CREDEVANO SAREBBE ARRIVATA A QUESTI LIVELLI?

Avete paura? Io no. Ripenso a Catone, si suicidò per la propria libertà di pensiero, nel momento in cui gli fu negata.
Noi non vogliamo suicidarci, noi vogliamo vivere. Non vogliamo una pauperizzazione della scuola pubblica, destinata allo sfacelo, ridotta ad un ghetto.

L'OCCUPAZIONE DIVENTA PIU' CHE MAI UN NOSTRO DOVERE, PER NOI, PER LE GENERAZIONI FUTURE, PER I NOSTRI FIGLI. NON TEMIAMO, AGIAMO. COLPIAMO.

La scuola pubblica è un DIRITTO CHE SPETTA AD OGNI CITTADINO, DAL PIU' RICCO AL PIU' POVERO, DAL PIU' INTELLIGENTE AL PIU' STUPIDO.

VOLETE ANCORA RESTARE CHIUSI IN CASA? IO AGISCO, E VOI?



<Compagni dai capi e dalle officine
prendete la falce e portate il martello
scendete giù in piazza e picchiate con quello
scendete giù in piazza e affossate il sistema.>

 
10 Settembre 2008

Sfogo

Allora, io premetto che sarò molto volgare e conciso:

"La prossima volta i vostri giochi, i vostri esperimenti ve li ficco su per il culo finchè un bel buco nero non vi inghottirà il pancreas, il fegato e tutto il resto. Cazzo. E che vi venga un Big Bang allo scroto."

 
07 Luglio 2008

Per i morti di Reggio Emilia

 

Questa è in memoria di tutti i nostri partigiani, di coloro che hanno dato il sangue per ottenere questa LIBERTA'; per rinfrescare le menti giovani e inesperte, le nostre menti, che votano Lega Nord, che non fa altro che proporre un annullamento di questa libertà e di una Unità d'Italia costata la vita a migliaia di civili. Questa è per tutti quelli che affermano che il fascismo non ha fatto strage, che si vergognino.
Questa è per tutti quelli come me, che credono in quello che hanno fatto i partigiani, che non sputano su una libertà inneggiata solo quando torna comodo!

Di nuovo, come un tempo, sopra l’Italia intera
urla il vento e soffia la bufera.

A diciannove anni è morto Ovidio Franchi
per quelli che son stanchi o sono ancora incerti.
Lauro Farioli è morto per riparare al torto
di chi si è già scordato di Duccio Galimberti.

Son morti sui vent’anni, per il nostro domani:
son morti come vecchi partigiani.

Marino Serri è morto, è morto Afro Tondelli,
ma gli occhi dei fratelli si son tenuti asciutti.
Compagni, sia ben chiaro che questo sangue amaro
versato a Reggio Emilia, è sangue di noi tutti

Sangue del nostro sangue, nervi dei nostri nervi,
come fu quello dei fratelli Cervi.

Il solo vero amico che abbiamo al fianco adesso
è sempre quello stesso che fu con noi in montagna,
ed il nemico attuale è sempre e ancora eguale
a quel che combattemmo sui nostri monti e in Spagna

Uguale è la canzone che abbiamo da cantare:
Scarpe rotte eppur bisogna andare.

Compagno Ovidio Franchi, compagno Afro Tondelli,
e voi, Marino Serri, Reverberi e Farioli,
dovremo tutti quanti aver, d’ora in avanti,
voialtri al nostro fianco, per non sentirci soli.

Morti di Reggio Emilia, uscite dalla fossa,
fuori a cantar con noi Bandiera rossa,
fuori a cantar con noi Bandiera rossa!

F. Amodei




 

 

 
18 Giugno 2008

Pezzi di libri che fanno riflettere / Annuncio finale mio

[...]Qualche giorno fa è morto Mouloud. Da dieci anni viveva per strada nel nostro quartiere. Aveva la sua griglia d'areazione della metropolitana, all'incrocio tra due strade, in una rientranza, proprio accanto alla panetteria. Era il suo territorio. Per alcuni anni, quando andavo alle elementari, lo vedevo lì, tutte le mattine e tutte le sere. I bambini lo conoscevano bene. All' inizio la gente ne aveva paura. Poi  si è abituata, lo salutava. Si fermava a chiacchierare con lui. Rifiutava di andare nei centri d'accoglienza perchè non accettavano il suo cane, anche quando faceva molto freddo. La gente gli dava coperte, vestiti, cibo. Era un cliente abituale del bar di fronte, beveva vino in bottiglie di plastica. A Natale gli facevano i regali. Mouloud era berbero, aveva gli occhi azzurri. Era bello. Si diceva che fosse stato operaio alla Renault per dieci anni, poi, un giorno, la moglie l'aveva lasciato. Mouloud aveva avuto un malore, l'hanno portato in ospedale, il giorno dopo abbiamo saputo che era morto per embolia polmonare. Mio padre è stato informato dai propietari del bar. Lì dove Mouloud si era sistemato la gente ha iniziato a incollare poster, lettere, ricordi ed anche una sua fotografia. Ha acceso candele e deposto fiori. Oò venerdì seguente c'è stato un raduno, un centinaio di persone si sono raccolte intorno alla sua tenda, che era rimasta lì, nesusno aveva voluto toccarla. Il giorno dopo "Le Parisien" ha pubblicato un articolo su Mouoloud con la foto del suo posto trasformato in altare.
La signora del bar di fronte ha adottato il cane di Mouloud. I cani li possiamo prendere in casa, i senzatetto no. Mi sono detta che se ognuno di noi accogliesse un senzatetto, se ciascuno decidesse di prendersi cura di una persona, una sola, di aiutarla, di starle accanto, forse per strada non sarebbero così tanti. Mio padre mi ha risposto che non è possibile, le cose sono più complicate di quanto sembrano. Le cose sono come sono e ce ne sono molte contro le quali non possiamo fare niente. E' quello che bisogna accettare per diventare adulti.
Siamo capaci di spedire aerei supersonici e missili nello spazio, identificare un criminale grazie ad un capello o ad un minuscolo lembo di pelle, creare un pomodoro che resti tre settimane in frigorifero senza raggrinzirsi, contenere miliardi d'informazioni in un microchip. Siamo capaci di lasciar morire la gente per strada.

Stralcio tratto dal libro "Gli effetti secondari dei sogni" di Delphine de Vigan [Mondadori]
 



Immagine di Gli effetti secondari dei sogni


Ora tocca a me:

 

 

 

Vorrei prendermi un piccolo spazio mio, dedicato un po' a voi lettori. Visti i recenti episodi vi chiedo ancora una volte di firmare i vostri commenti. Accetto senza problema qualsiasi tipo di critica, consiglio, ecc, penso di averlo dimostrato in più di un'occasione. Se c'è una cosa che mi da fastidio però è la mancanza nel senso opposto di lealtà.  Non sopporto che mi si venga a dire che non so scrivere, che è meglio che stia fermo (cose che possono essere verissime, non sto a contestare questo) da persone che poi sono così brave che non hanno un minimo di COGLIONI per firmarsi. Ok? Basta, sul serio, perchè è ora che ognuno qui si assuma le sue responsabilità, basta fare gli italiani che non vedono e non sentono e non fanno niente. Codardi.

 
06 Giugno 2008

Scrivendo del razzismo in Italia

Il razzismo in Italia. A che livelli siamo così giunti cari connazionali? Ormai non è più un Paese democratico questo, ce ne siamo accorti da qualche tempo. I recenti atti sono chiaramente segno di uno scricchiolio che piano piano sta diventando brusio, forte brusio, le voci si alzano: gli italiani di destra sono stanchi dello straniero a casa loro. Ascoltate, appoggiate l'orecchio alla parete di confine con il vicino, oppure aprite leggermente la finestra. Lo sentite? Quel cicanciare di una massa indistinta, che rivendica il potere "a casa sua". Bene, ora fate attenzione, perchè se vi sforzate un po' sarete in grado di percepire un suono di sottofondo; no, non è un semplice suono, è una voce. Che dice? Aspettate, non si sente; ecco, ora un po', che grida? Chi osa opporsi a questo tumultuoso coro? La sentite? E' una canzone:

Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane

per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso

qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura

nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

i figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio

lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio

Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kasta

Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna

vasu ti baro nebo
avi ker
kon ovla so mutavia
kon ovla

perché l'aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare
chi sarà

ovla kon ascovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti

sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali

La sentite ora vero? E' Khorakhanè. Perchè in Italia c'è anche un piccolo coro di voci soliste che non lo vuole il razzismo a casa sua, che è pacifista, e che non tollera solo una cosa: la disparità. Siamo un popolo che vive alla pari, dove gli uomini, le donne, i bianchi, i neri, gli alti, i bassi, i belli, i brutti, hanno il diritto di godere degli stessi privilegi, nessuno escluso.
Parlo di cose difficili? A me non sembra, eppure così pare. Sinceramente sono molto desolato di ciò che accade oggi nel nostro Paese; la situazione delira, il governo aiuta volentieri il fenomeno, perchè, inutile dirlo, composto da xenofobi pagliacci vestiti di diamanti.
Vi prego, unitevi nel cantare questa canzone a me, fatemi sentire che non sono l'unico tollerante in questo Paese.



 
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